Il mercato degli affitti residenziali in Italia mostra affascinanti disparità regionali, con prezzi che vanno dai €18,57 per metro quadro in Lombardia ai soli €6,96 in Molise a febbraio 2025. Dopo oltre 15 anni di esperienza nel settore immobiliare commerciale e residenziale italiano, ho assistito in prima persona a come queste variazioni di prezzo riflettano dinamiche economiche e sociali più profonde che stanno trasformando i nostri paesaggi urbani.
La Crisi degli Affitti in Italia: Crescita e Sfide Strutturali
Quando ho iniziato la mia carriera, il rapporto tra affitto e acquisto era relativamente equilibrato nella maggior parte delle città italiane. Oggi ci troviamo di fronte a quella che definisco una “tempesta perfetta” di pressione sugli affitti. I dati di febbraio 2025 mostrano che la media nazionale è salita a €13,81 per metro quadro al mese, con un aumento annuo del 9,34%. Questo non è solo il risultato dell’inflazione, ma una vera e propria ricostruzione dell’ecosistema abitativo.
L’emergenza affitti, che covava da anni, è ora arrivata a un punto critico. Ho visto tantissimi giovani professionisti esclusi dai centri urbani, con i single particolarmente vulnerabili. A Firenze, ad esempio, l’affitto medio di un bilocale modesto ha raggiunto €1.066 al mese, mentre il budget disponibile per un affittuario single si aggira sui €480. È come chiedere a qualcuno di attraversare un fiume che diventa ogni giorno più largo, con l’altra sponda sempre più irraggiungibile.
I Poli Metropolitani: Milano e Roma al Centro dell’Attrazione
Milano è il mercato degli affitti più costoso in Italia, con un prezzo impressionante di €23,6 per metro quadro. Recentemente ho assistito un’azienda tecnologica internazionale nel trasferimento di 30 dipendenti nel quartiere Porta Nuova. Ciò che mi ha colpito non è stato solo il premio pagato—un aumento del 15% rispetto agli immobili comparabili dell’anno precedente—ma la giustificazione fornita:
“La guerra dei talenti richiede location centrali.”
Questo dimostra come Milano si sia trasformata in un hub europeo per il business. Solo nel primo trimestre del 2024, le transazioni di locazione per uffici in città hanno totalizzato circa 93.000 metri quadrati, tra cui il rilevante affare della Torre Unipol (15.000 m²). Questa densità commerciale esercita inevitabilmente pressione sugli affitti residenziali, creando quello che chiamo l’”effetto onda”: man mano che le zone più centrali diventano inaccessibili, la domanda si sposta verso l’esterno, facendo lievitare i prezzi in tutta l’area metropolitana.
Il Conflitto tra Turismo e Residenza
In Toscana, ho mediato una transazione particolarmente rivelatrice lo scorso anno. Un edificio residenziale con 24 unità nel centro storico di Firenze è stato convertito interamente in affitti a breve termine, costringendo le famiglie locali a lasciare la zona dopo generazioni. Il rendimento dell’immobile è passato dal 3,8% a quasi il 7,5%—una decisione finanziaria che sta rimodellando interi quartieri.
Questo fenomeno si ripete in tutte le destinazioni turistiche più richieste: Venezia, Roma, la Costiera Amalfitana. Il mercato segue il profitto, e gli affitti a breve termine spesso offrono ritorni che i contratti a lungo termine non possono competere. Questo genera quelli che chiamo “deserti residenziali” nei centri storici: luoghi architettonicamente spettacolari, ma sempre più privi di veri abitanti.
La Frontiera dell’Accessibilità: Il Momento delle Città Secondarie
Non tutte le tendenze sono negative. Durante un recente progetto in Umbria, dove i prezzi medi degli affitti si aggirano sui €7,77 per metro quadro, ho osservato un fenomeno interessante. Giovani professionisti di Roma, scoraggiati dal mercato capitolino (dove i prezzi raggiungono €14,58 per metro quadro), stanno optando per città più piccole e affascinanti, dotate di connessioni internet avanzate, creando comunità vivaci e contribuendo alla rinascita economica locale.
Questo fenomeno—che ho definito “ritiro connesso”—rappresenta una risposta organica alle pressioni sui prezzi. Città come Perugia, Verona e Bologna stanno diventando veri laboratori di un nuovo equilibrio urbano, offrendo rendimenti di circa il 5,5% agli investitori, pur mantenendo una certa accessibilità per i residenti.
Come Orientarsi nel Mercato del Futuro
Per gli investitori, il mio consiglio è di puntare su mercati specifici. Le potenze settentrionali come Lombardia e Veneto offrono stabilità e rendimenti premium, ma richiedono capitali ingenti. La fascia più interessante si trova nelle capitali provinciali ben collegate, con università e settori terziari in crescita, dove i costi di ingresso sono ancora ragionevoli e il potenziale di rivalutazione è significativo.
Per gli sviluppatori, il futuro risiede in modelli adattivi che bilanciano componenti di affitto breve e lungo termine all’interno dello stesso progetto. Ciò che chiamo “ecosistemi residenziali” invece di semplici complessi abitativi.
Visualizzazione: Crescita dei Prezzi degli Affitti vs. Crescita dei Redditi nelle Principali Città Italiane (2023-2025)

Qui puoi approfondire ulteriormente con fonti e report, inclusi:
- Il rapporto di Immobiliare.it di febbraio 2025 sulle variazioni regionali dei prezzi
- Il Savills’ Prime Residential Market Report 2024
- L’Osservatorio sugli Affitti di Nomisma